Volunteer Hub (pt.2)

In un precedente articolo abbiamo parlato dell’iniziativa di volontariato che Deloitte, una grossa Finanziaria, ha proposto ai suoi dipendenti in accordo con alcune associazioni tra le quali Portofranco. Debora ci aveva raccontato le sue prime impressioni dopo alcune lezioni con diversi ragazzi. E’ stato molto interessante vedere come anche attraverso delle lezioni a distanza, è possibile capire il metodo di Portofranco e trasmetterlo a volontari che purtroppo, vista la situazione emergenziale, non sono potuti mai venire fisicamente in sede.


Abbiamo “incontrato” da lontano altri due dipendenti Alessandro ed Erica che ci hanno raccontato il “loro” Portofranco!

“In Italia la società Deloitte ha circa 6.000 dipendenti” ci racconta Alessandro. “La scelta di aderire al progetto Volunteer Hub è stata su base volontaria. Hanno avuto tantissime richieste ma, essendo un programma pilota, hanno dovuto selezionare solo alcuni dei dipendenti interesssati”.
Ho scelto Portofranco perché era una situazione che dava la possibilità di fare ripetizione e di variare le materie e gli argomenti. […] Mi è piaciuta molto la vostra piattaforma, la possibilità di dare disponibilità a diversi orari e questo mi ha permesso di fare più ore e di avere una prima esperienza di volontariato con un sistema semplice. Ero anche interessato all’aspetto dell’inclusione scolastica che è un tema per me importante. E’ stato positivo il bilancio di questa esperienza. Ho visto un mondo che non viene raccontato da nessuna parte. […] I ragazzi, a parte due lezioni in cui non si sono presentati, sono stati bravi e attenti. […] Mi sono anche divertito in alcuni casi, i ragazzi sono simpatici. Non mi è pesato tanto”.


“Come modalità di volontariato era quella che più si avvicinava al mio
” ci racconta invece Erica, “in altre circostanze avrei voluto essere dal vivo, stare vicino alle persone e confrontarmi. […] Sta andando bene, dipende un po’ dal tipo di aiuto che richiedono. A volte mi sembra di essere più di aiuto, altre volte più un sostegno morale. La prima lezione mi è piaciuta molto, ero molto soddisfatta perché nonostante fosse richiesto un aiuto per Storia e la ragazza ha detto che doveva preparare una verifica sulle guerre puniche, mi è venuto il panico prima, ma poi le serviva capire come impostare un metodo di studio. L’ho quindi aiutata a cercare un metodo.  Ogni tanto alcuni ragazzi dovevano fare degli esercizi […] e allora mi mandavano la foto così che potessi vedere se li stavano facendo bene e riuscivo a correggerli. La prima lezione è quella che mi è piaciuta molto, vedevo la ragazza contenta”. 

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