Portofranco…in terapia intensiva

terapia intensiva

Portofranco…in terapia intensiva

«Ricovero ospedaliero. Abbastanza di routine stando ai programmi: biopsia a un polmone e dintorni.

Un day hospital o poco più. Invece no. Dopo gli esami preliminari, l’ingresso in sala operatoria, il passaggio inavvertito dalla veglia al sonno anestetico, una crisi respiratoria, pare, e mi risveglio in terapia intensiva.

Mi ritrovo in un lettone appena inclinato, con l’atmosfera ovattata e silenziosa rotta soltanto dai suoni ticchettanti delle macchine tutt’attorno e dalle voci basse di medici e infermieri.

Continua per me, non il buio tunnel, ma la strada obbligata sì, che volente o nolente devo seguire, perché non sono, mamma quanto è evidente! padrone di me.

Passa la sera, passa la notte, arriva la mattina e con questa vedo una nuova infermiera, giovane, carina pure. Mi deve cambiare il letto e lavarmi da capo a piedi mentre son disteso e io resto ammirato da come fa tutto, senza scomodarmi, con tecnica e sapienza. «Che lavoro faceva lei?». L’insegnante per quarant’anni, rispondo io. E aggiungo che però mica ho smesso del tutto e che continuo a lavorare come volontario, in un bel posto che si chiama Portofranco.

«Ma non ci posso credere! Io lo conosco bene. Ci sono venuta più di 10 anni fa e lo frequentavo tutti i giorni, tanto mi piaceva!». E mi confida poi d’avere un fratellino di 14 anni, che vorrebbe accompagnare a Portofranco. «È un tipo tosto! Nessuna voglia di studiare, anzi voglia di far niente!». Mi racconta ancora che pure il suo fidanzato, persuaso da lei dopo avergli fatto una testa così, è venuto da noi per qualche anno a fare il volontario. E io le dico che può prendere appuntamento e che li aspetto tutti e due, al che lei mi fa: «Caspita! Certo che il mondo è davvero strano!».

A me allora viene da dirle «Non strano, sensato!». E lei si ferma, mi guarda e dice: «Bello! Mi piace “sensato”!».

E io non oso dirglielo ad alta voce. Le dico solo col pensiero che il mondo è sensato perché ho incontrato te!

Un volontario,  e caro amico