Quando i ragazzi si ascoltano

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Quando i ragazzi si ascoltano

Nella sua Giornata di inizio d’anno che segna l’avvio “ufficiale” delle proprie attività, Portofranco cerca sempre di offrire ai propri ragazzi e volontari la possibilità di un incontro con persone che – pur in ambiti diversi – siano guidati dalla stessa passione educativa che ispira la sua storia.

Lo scorso 23 ottobre è stato quindi ospite Silvio Cattarina, fondatore della cooperativa sociale L’imprevisto di Pesaro che dal 1996 opera attraverso due strutture (una maschile e una femminile) per accogliere giovani che manifestano – attraverso i loro comportamenti – elementi gravi di devianza o tossicodipendenza.

Con un paziente e impegnativo lavoro L’Imprevisto cerca – come si afferma nel sito della cooperativa –  di accompagnare i ragazzi  in un percorso di recupero, coniugando gli aspetti educativi e formativi con gli strumenti della psicologia individuale e di gruppo ed offrirgli un ambiente di confronto che dia loro la possibilità di identificarsi con figure adulte e significative.

Cattarina ha quindi raccontato di un metodo che -pur avvalendosi anche di supporti specialistici – “scommette” tutto sulla potenza della relazione: è attraverso lo stare insieme, il condividere i semplici momenti di lavoro della giornata (pulizie, riordino della sede, preparazione dei pasti, ecc.)  e specifici momenti di confronto e racconto personale che i ragazzi a poco a poco ritrovano fiducia e autostima uscendo così da quell’isolamento che era alla base della loro situazione di difficoltà.

“L’affermazione peggiore che io possa sentire dai ragazzi ospiti – ha ribadito Cattarina – è quella di chi pensa di potersi salvare da solo, di non aver bisogno degli altri”.

Un momento particolarmente intenso della Giornata di inizio è stato poi l’intervento di due ragazze – Anna e Margherita – che accompagnavano Cattarina e che da qualche mese sono ospiti dell’Imprevisto.

Anna e Margherita si sono raccontate parlando con molta libertà della propria difficoltà personale ma soprattutto di come la permanenza nella cooperativa stia facendo rinascere in loro un gusto della vita che si era perduto.

Quello che ha in qualche modo impressionato i ragazzi presenti all’incontro e che ha generato poi tante loro domande, è stato soprattutto che Anna e Margherita hanno raccontato di come certe regole di vita quotidiana proposte dalla struttura (es la rinuncia al cellulare, la condivisione con altri ospiti dei momenti della giornata, la preparazione agli incontri con le proprie famiglie, il momentaneo allontanamento con le amicizie precedenti, ecc.) invece di essere vissute solo come un ostacolo sono paradossalmente la strada attraverso cui rinascere.

Lo stupore e l’interesse dei ragazzi presenti si è manifestato in una raffica di domande che hanno impegnato l’ultima parte dell’incontro e che volevano sapere di più della vita quotidiana nella cooperativa e di come la stessero vivendo le due ragazze ospiti. Tra le risposte quasi “scandalose” ad una sollecitazione precisa – ed anche un po’ provocatoria – dal pubblico, Margherita ad un certo punto ha affermato “guardate che io ho sperimentato che posso tranquillamente vivere senza lo smartphone ed anzi ci ho guadagnato in maturità ed attenzione”.

Difficile trovare occasioni più coinvolgenti di quando i ragazzi hanno l’opportunità di ascoltare altri ragazzi come Anna e Margherita. 

Che dite…niente male come inizio d’anno…

Marco Rossi, Portofranco Milano