Pasolini, protagonista del primo incontro dei “Pomeriggi Maturandi”

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Pasolini, protagonista del primo incontro dei “Pomeriggi Maturandi”

Pier Paolo Pasolini: odiato, amato, biasimato, millantato; resta pur sempre una figura di grande rilievo nella nostra cultura italiana.

Il docente Simone Invernizzi ha tenuto la sua lectio magistralis nell’ambito degli incontri dei “Pomeriggi Maturandi” presso l’Associazione Portofranco Milano.

Ecco, dunque, alcuni stralci di quanto ha detto.

Lo scopo della lezione è stato quello di introdurre e presentare ai giovani studenti e studentesse Pasolini, personaggio molto complesso, per invitarli a conoscerlo un po’ di più magari anche leggendo qualche suo testo.

Durante l’incontro è stato trattato un aspetto particolare ossia Pasolini giornalista. Pasolini si dedicò al giornalismo a partire dagli anni Sessanta. Inizialmente curò la rubrica «Dialogo con i lettori» per il settimanale comunista «Vie Nuove», dal giugno 1960 al settembre 1965. Pasolini scrisse poi per «Il Giorno», dal febbraio al marzo 1961. Tra il 1972 e il 1975 collaborò anche al «Tempo», «Paese Sera», «L’Europeo», «Rinascita», «Panorama» ed «Epoca». L’ultimo articolo, Pasolini lo pubblicò sul settimanale «Il Mondo» il 30 ottobre 1975 (N.D.R).

Egli nasce come poeta e romanziere e proseguì e perfezionò la sua carriera anche come sceneggiatore e regista.

Il docente ha poi inquadrato a livello storico la situazione che l’Italia stava vivendo: sono gli anni ’50, i tempi della guerra fredda; e le sue implicazioni nell’interpretazione di quel decennio: Pasolini racconterà anche la crisi degli anni ‘60, decennio successivo; un terribile vuoto esistenziale dovuto alla sirena neocapitalistica e la desistenza rivoluzionaria.

Si intravede inoltre una rottura senza precedenti tra le generazioni tra i padri e i figli, incapaci di comunicare fra loro dovuto alla contestazione giovanile nata nel 1968 e perpetratasi fino alla fine degli anni ‘70.

Il vecchio mondo, quello dei padri, è un mondo umanistico; il nuovo mondo è post- umanistico o tecnologico anche se, come dice lo stesso autore, i giovani del ‘68 vogliono stravolgere la società dei padri non rendendosi conto che loro stessi ne fanno parte.

La televisione, i modelli, la forza delle immagini: a una società consumistica, hanno introdotto  una omologazione distruttrice di ogni certezza propongono un nuovo modo di vivere edonistico.

Ultimo punto è, in Pasolini, il senso del sacro. La sacralità della vita è a 360 gradi. Il potere qualsiasi esso sia rende a distruggere il sacro. (vedasi i suoi interventi contro l’aborto (NDR).

Il potere per lui, quindi, è nemico di intendere le cose. Non bisogna quindi avere paura, per screditare il sacro ma aver un cuore per comprenderlo.

Se volete approfondire potete ascoltare l lezione in video sul nostro sito di Portofranco

(www.portofranco.org)

Mario Amman