Inizia così “la canzone dell’appartenenza” di Giorgio Gaber:
“L’appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme non è il conforto di un normale voler bene l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
L’appartenenza non è un insieme casuale di persone non è il consenso a un’apparente aggregazione l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.”
Il concetto di appartenenza mi ha fatto venire alla mente le parole popolo e famiglia.
Esiste ancora oggi l’appartenenza a un popolo, a una famiglia?
Cosa vuol dire oggi appartenere a un popolo, a una famiglia?
Voglio tentare una risposta unendo queste tre parole, coniugandole con un esempioconcreto, indicando dove appartenenza, popolo e famiglia si toccano con mano: Portofranco.
Popolo significa per me appartenere, essereparte di un insieme di persone checondividono una strada comune senza ma e senza però, non escludendo ma incontrando i bisogni di ciascuno; nasce cosi il piccolo popolo, il nucleo di un popolo che è la famiglia.
Portofranco è dunque un popolo, una famiglia “larga” dove ognuno di noi sperimentaquesta appartenenza, che è appunto l’avere dentro di sé gli altri, non semplicemente un insieme di persone o una qualsiasi aggregazione; non è solo conforto o aiuto ma è lacoscienza di uno stare insieme, di vivere insieme, una vera appartenenza, una coscienza di un popolo, di una famiglia che condivide un’esperienza comune di bene per ognuno che frequenta le nostre aule durante la settimana. E per sperimentare tutto questo, “basta” guardare ogni giorno il volto dei nostri volontari e dei nostri ragazzi.
Se non ci credete, venite a trovarci e a conoscerci: scoprirete dunque l’appartenenza a un popolo, a una famiglia.