La storia di Portofranco Genova

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La storia di Portofranco Genova

Portofranco nasce ufficialmente a Genova due anni fa, dopo tanti anni di aiuto allo studio per i ragazzi delle superiori.

Il primo anno, si svolge un po’ in sordina poi quest’anno accade l’inimmaginabile, la realtà di Portofranco esplode a livello numerico e non solo. In poco tempo, fondamentalmente grazie al passa parola, gli studenti iscritti diventano un’ottantina, i volontari 47, tra docenti in servizio e in pensione, professionisti e universitari. Stupisce la disponibilità di alcuni di questi ragazzi, arrivati per un avviso in bacheca di facoltà,che affermano di essere contenti di dare un po’del loro tempo gratis.


Cosa è accaduto veramente?

Cerco di sintetizzare alcune riflessioni, anche condivise con altri, che rappresentano un po’ il cammino e le scoperte di quest’anno, attorno alla generazione di questo luogo accogliente, in cui si sperimenta un pensiero alternativo, in cui ci si guarda con occhi nuovi, in cui è sorta un’amicizia evidente, che coinvolge i volontari, gli studenti fra loro e con noi. Un luogo così è generativo e attira chi lo incontra. Una docente universitaria, nostra “volontaria part time”, cioè a chiamata, raccontava che dedica il pochissimo tempo che ha perché occasione di crescita per lei: si è sentita convocata, chiamata appunto per esigenze in cui era necessaria la sua competenza, e si è trovata attratta dall’aver incontrato una familiarità strana, dei volti lieti che non poteva neanche immaginare.


Per me è stato significativo accorgermi che anche le più belle intuizioni diventano reali solo grazie a una comunità di intenti, da sola, senza l’aiuto di alcuni amici che hanno profuso un impegno continuo e ammirevole,non sarei mai riuscita. La loro presenza è stato un punto di riferimento per tutti, la segretaria ha accolto i genitori e i ragazzi per i colloqui, ha smistato le lezioni, l’hanno guardata come il porto a cui attraccare quando si arriva per incontrare i docenti prenotati o per studiare individualmente. E anche per lei è stata un’esperienza grande, assolutamente imprevista.


Portofranco, come luogo accogliente, ha fatto sì che mamme, venute a iscrivere i figli, si siano fermate per fare le volontarie, che un prof conosciuto da poco, ci parlasse del bene gratuito incontrato che si comunica.
Il metodo di Portofranco si è fatto carne, le ripetizioni one to one favoriscono i rapporti interpersonali, alcuni ragazzi approfondiscono solo i contenuti, alcuni arrivano in extremis, altri aprono con noi il loro cuore in un rapporto misterioso. Il metodo si compie nell’incontro con un luogo amicale, che prende i ragazzi così come sono senza pretese. E qui l’altro grande tema, la libertà coniugata con la responsabilità, per i ragazzi (che per esempio con l’uso dell’app devono sapere che hanno bisogno e iscriversi per tempo) e per noi, che non possiamo non domandarci perché usciamo di casa per dare del tempo, tanto o poco, gratis.
I ragazzi che accogliamo vanno bene così come sono, li prendiamo nel punto in cui si trovano, ma valorizzati e in un rapporto di stima.Se ci stanno a un lavoro che richiede anche la loro responsabilità, scoprono doti, possibilità, interessi, che non sapevano neanche di avere.
In tempo di bilanci abbiamo contato di aver erogato da ottobre 1260 ore di ripetizioni one to one, offrendo quindi alla cittadinanza un risparmio che si può calcolare intorno ai 36.000 €.


La nostra attività sta raggiungendo una credibilità come agenzia educativa anche con un volto pubblico, molti genitori ci ringraziano commossi, e stupisce la totale fiducia nei nostri confronti da parte di tutti.
Abbiamo assistito al fiorire di tanti ragazzi, insieme alla crescita di rapporti fra gli adulti, che sanno confrontarsi anche sulle conoscenze e sulle difficoltà, in un passaparola basato sul vieni e vedi, che permette di comunicare l’eccedenza di quanto sta avvenendo fra noi.
Anche il Seminario Maturandi, convivenza studio organizzato da noi e da poco conclusa,ha mostrato la bellezza di un’esperienza di gratuità operativa, con mille opportunità e provocazioni, in un clima di ascolto e aiuto reciproco.
Il prossimo anno ci attende una nuova sfida: il Banco alimentare, tramite un progetto vinto sulle Misure di Accompagnamento, ci offre una nuova sede in centro, in cui invitare anche i ragazzi delle famiglie assistite dalle associazioni che ricevono aiuti alimentari. Il bisogno si moltiplica. Noi procederemo come abbiamo fatto in quest’anno. Seguiamo la realtà e i suoi suggerimenti, restando in parte nei locali attuali e aprendoci a questa nuova possibilità, ci attende un anno di transizione, senza strappi, senza che nessuno si senta escluso, certi di voler sostenere questo luogo, che ci supera da tutte le parti e fiduciosi nel Mistero che sta dentro a questa straordinaria esperienza.

Marina Guariniello- Responsabile Portofranco Genova