Ero straniero

Sono diversi anni che numerosi ragazzi stranieri frequentano Portofranco. Attualmente costituiscono il 27% degli studenti iscritti e provengono da 30 Paesi. Da noi l’integrazione non è mai stata un progetto, ma il frutto naturale di un’accoglienza, di una familiarità dell’ambiente, soprattutto della gratuità.
Ora sta accadendo un fenomeno inedito ed in crescita: arrivano ragazzi che non conoscono l’italiano, con bisogni e difficoltà di apprendimento cui la scuola che frequentano non sa rispondere, se non fermandoli.  È lo stesso Ministero competente a documentarlo: a 17 anni circa un ragazzo straniero su tre abbandona gli studi. Uno su tre! La difficoltà riguarda anche noi: si tratta di un nuovo bisogno che supera le nostre competenze e che richiede una preparazione che non possiamo certo pretendere dai nostri volontari.


Meno male però che accadono gli incontri. Abbiamo conosciuto, stiamo conoscendo, una Fondazione che da anni si occupa del problema ed una docente dell’Università Cattolica. Dall’incontro è iniziata una collaborazione cui seguirà, quest’estate, una duplice proposta per i nostri ragazzi.


La Fondazione Verga ci ha aiutato a sottoporre ai nostri ragazzi dei test di conoscenza dell’italiano e ci ha proposto un corso estivo di alfabetizzazione per il livello A1/A2. Per i ragazzi sarà gratuito, perché il costo sarà coperto da Portofranco.


Inaspettatamente ci ha chiamato una docente della Cattolica, la professoressa Silvia Gilardoni, che insegna Didattica delle Lingue Moderne, per raccontarci la sua esperienza e proporci una collaborazione. Da cosa nasce cosa, o meglio un secondo corso: una laureanda ed una dottoranda della sua facoltà terranno un corso di italiano B1/B2, destinato ai ragazzi che se la cavano con la lingua quotidiana ma non riescono a studiare. Tre lezioni a settimana per tre settimane, a partire dal 9 giugno. Gratuitamente (le iscrizioni sono aperte!)


È un inizio, un tentativo. Vedremo se inizio e tentativo daranno vita ad una collaborazione stabile e ad una possibilità futura per i ragazzi stranieri di Portofranco.

Share this page