Equipe volontari

Mercoledì 26 u.s. si è svolta l’assemblea finale dei volontari di Portofranco.


All’inizio è stato proiettato uno stralcio degli interventi di Eraldo Affinati e Luigi Bartolomei all’evento online sull’emergenza educativa organizzato tempo fa dallo stesso Portofranco.
Nella sua scuola a Roma Affinati ha introdotto il terzetto scolastico formato da un volontario, uno studente immigrato e un liceale che insegnava l’italiano online per coinvolgere gli studenti  in qualcosa che interessasse loro. Il suo motto era: “vita tua vita mea”, dove si vede bene il rovesciamento di quello che è stato purtroppo in questo tempo di pandemia l’atteggiamento più diffuso.
Nel secondo intervento, invece, Bartolomei ha invitato tutte le persone, i gruppi, le iniziative che svolgono attività di educazione a federarsi per incidere su scuole, mass media, giornali che normalmente non sono di aiuto ai giovani, anzi li diseducano e disorientano. A Casal Bruciato, periferia di Roma, egli accoglie 750 ragazzi che al mattino frequentano la scuola, poi pranzano, giocano e nel pomeriggio studiano, dalle 8 del mattino alle 18 della sera. Oltre a ciò, ha parlato anche di iniziative per insegnare un lavoro, teatro e tanto altro. Tutto questo per ridare speranza a tante famiglie che vivono grosse difficoltà.


Sono seguiti gli interventi dell’assemblea, alcuni in presenza altri on line.
Uno dei volontari, con appassionata concitazione, ha detto che ha trovato spesso i ragazzi, soprattutto i maturandi, smarriti, tristi e delusi. Ha cercato di dare loro tutto se stesso, coinvolgendoli in un rapporto che è andato oltre gli argomenti di scuola.
E’ stato sottolineato da un membro dello staff, che quindi è sempre stato in sede, l’importanza di una presenza che i ragazzi cercano, come una casa dove vogliono andare volentieri.
Un’altra volontaria, che ha seguito il progetto di Portofranco legato a Fondazione Real Madrid, di cui abbiamo già parlato, ha sottolineato come i ragazzi hanno bisogno di essere aspettati e come si interessano alla persona che li aiuta, al di là degli argomenti spiegati.
Chi ha tenuto i colloqui con i genitori ha rimarcato come essi erano contenti di trovare luoghi e persone dove si trovavano bene e ne erano profondamente grati.


Concludendo, il Presidente, insegnante da molti anni, ha richiamato l’attenzione di tutti sul fatto che i ragazzi vivono un profondo malessere che talvolta non riescono neanche a comunicare e che questo periodo di pandemia e di lockdown ha enormemente aumentato e hanno dentro un bisogno grandissimo di essere ascoltati e accolti. Per questo ha invitato tutti a rientrare l’anno prossimo in presenza, con tanta pazienza e disponibilità, perché non sarà facile per nessuno la ripresa.

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