Competenze v.s. Persona 

Sta iniziando in Parlamento la discussione di un progetto di legge sulla introduzione delle competenze non cognitive nel sistema scolastico italiano: si tratta di una vera e propria rivoluzione in campo educativo in quanto si riconosce la centralità della prospettiva educativa della persona ai fini dell’apprendimento.


Da molto tempo, forse anche da sempre, gli insegnanti più avveduti e i ragazzi più consapevoli hanno sempre saputo, implicitamente anche se non in modo formalizzato, che la possibilità di trasmettere e ricevere efficacemente delle competenze cognitive, di qualunque tipo esse siano, passa innanzitutto attraverso un atteggiamento di apertura ed interesse verso la materia oggetto di studio.


Questo atteggiamento – o anche posizione umana rispetto allo studio e anche rispetto a qualsiasi attività umana – caratterizzato da apertura, motivazione interesse, volontà di dialogo e di costruzione, può essere utilmente educato in quanto profondamente inscritto nel profondo di ciascuno di noi.
Il progetto di riforma intende dunque mettere al centro in modo consapevole e formalizzato quelle esperienze di successo educativo nell’apprendimento, che hanno la loro origine nell’educazione della persona all’apertura, alla creatività, e alla libertà.


Questo  nuovo approccio, benché di sempre nei più avveduti, è tuttavia rivoluzionario per la sua tematizzazione esplicita di rilievo dato agli aspetti non cognitivi e più propriamente comportamentali e relativi alla persona: diventa quindi sempre più centrale il rapporto significativo tra insegnante e studente, nell’ottica non di una nera trasmissione di contenuti a priori ma di una educazione a un modo di percepire la realtà in termini di innovazione, opportunità e sviluppo della persona.

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