Ci piace dare i numeri

Tra le attività che più hanno risentito delle difficoltà portate dalla pandemia, la scuola occupa un posto particolare. Il sistema scolastico ha sperimentato con durezza i disagi dovuti alla situazione: scuole chiuse, necessità di “inventarsi” una nuova didattica con forme di insegnamento online, riorganizzazione di calendari e orari di lezione, soluzione fantasiose e velleitarie (i banchi con le rotelle…). Forse mai la scuola è stata sottoposta ad uno “stress test” così impegnativo che ne ha messo in questione il suo modo di essere.


In questo quadro anche Portofranco ha dovuto interrogarsi e proporre nuove modalità per far fronte ad un realtà così sfidante. Già la necessità di alternare periodi di apertura della sede (nel rispetto delle indicazioni sanitarie in vigore) con periodi di chiusura ha richiesto di trovare forme efficaci per mantenere il rapporto educativo e di amicizia tra ragazzi, volontari, tutor e genitori. E’ stato inevitabile far ricorso alla tecnologia per garantire seppur “a distanza” la possibilità di rispondere alle esigenze formative nelle varie materie, ben sapendo che un contatto mediato dallo schermo di un computer è meno adatto a stabilire quel rapporto di simpatia e attenzione tra studente e volontario che, in fondo, è il vero punto di forza di una esperienza come Portofranco.


Quindi come sta andando l’anno “scolastico” di Portofranco?
Prendendo in considerazione i dati di iscrizione a metà febbraio 2021, abbiamo 447 ragazzi e 215 volontari che partecipano alle attività didattiche. Certamente, considerando gli studenti, è un numero considerevole anche se ancora lontano (ma siamo a metà anno scolastico) da una media di circa 1.200 studenti iscritti in anni normali. Tuttavia il numero dimostra che esiste sempre un grande bisogno cui Portofranco risponde e che viene considerato prezioso anche in momenti  in cui regna un certo disorientamento.


Interessante notare che, a smentire una certa immagine di Portofranco che si può essere creata nel tempo, il 70% degli iscritti sono ragazzi italiani le cui difficoltà di apprendimento non sono presumibilmente legate ad una scarsa comprensione della lingua, ma fanno riferimento ad altre carenze cui la scuola istituzionale non riesce a rispondere.
Ne è riprova il fatto che sia di gran lunga matematica la materia di cui viene richiesto il supporto (oltre 800 ore di lezione tra online e presenza da settembre 2020 a febbraio 2021), seguita da fisica e latino.


Come ha inciso la didattica a distanza nell’attività di Portofranco?
Delle circa 2.700 ore di lezione effettuate, il 75% sono state online, segno che sia gli studenti che i volontari hanno accettato la sfida imposta dai tempi.


Insomma Portofranco continua, anche in questo momento complesso, a rispondere all’ideale educativo e di amicizia che ne è alla base, non ci facciamo intimidire dalla…..distanza! (Marco Rossi)

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