ADOLESCENCE è una miniserie televisiva che presenta un mondo giovanile al limite della follia e ne fa vedere in modo crudo la grande fragilità e le drammatiche contraddizioni, fino a mostrare la lucidità di una inconsapevolezza della realtà. La miniserie sembra avere come protagonista Jaime, un ragazzo di grande intelligenza ma in cui il rapporto con la realtà è devastato: lui ha ucciso una ragazza e lo negherà fino alle ultime scene, ma lui non sa che cosa sia la morte, qui è il dramma, l’inconsapevolezza di ciò che si fa. Questo è ciò che sembra essere Adolescence, la storia di Jaime, e in parte è vero, ma vi è un’altra parte, quella degli altri tre protagonisti, il padre Eddie Miller (Stephen Graham), la madre Manda Miller (Christine Tremarco) e la sorella di Jaime, Lisa Miller (Amélie Pease): ciò che fa da protagonista della miniserie è il loro dramma, quello di non aver capito chi fosse il loro figlio, quello di non aver avvertito quale fosse la sua domanda, quello di non aver capito dove avessero sbagliato, perché a loro sembrava di aver fatto tutto giusto come la maggior parte degli adulti oggi credono. Sono loro i protagonisti e il loro protagonismo diventa avvincente quando raggiunge il vertice, quando nelle ultime scene diventa grido. Qui sta ciò che è estremamente interessante in Adolescence, in quanto non fa vedere solo degli adolescenti che hanno perso il rapporto con la realtà, i primi a perdersi sono stati, sono gli adulti, sono loro a dover non assorbire il colpo ma sentire fino in fondo il bruciore della ferita che fa imbattere con la realtà.
Così il vero tema di Adolescence è da dove si possa ripartire, questo è ciò che rimane nell’ombra! Verrebbe da dire che il punto di ripartenza è ritrovare il rapporto con la realtà, questo vale per i giovani e per gli adulti, ma Jack Thorne e Stephen Graham lo sanno? Vedremo se continueranno la miniserie, noi comunque lo cerchiamo questo punto da cui partire, perchè sapere che sia giovani sia adulti sono fragili non ci basta.