“Da solo non basto” in viaggio per l’Abruzzo
30 Ottobre 2024 2024-10-30 21:46“Da solo non basto” in viaggio per l’Abruzzo
“Da solo non basto” in viaggio per l’Abruzzo
Il successo di un’esperienza nelle reazioni dei 4mila visitatori tra studenti e cittadini della mostra in Abruzzo
«Coraggio!», «Se permetti alle persone di entrare, prima o poi troverai quello che farà la differenza. Lì dovrai scegliere se cambiare oppure no!». «Non sei da solo». «L’incontro più bello di sempre». «Supera le tue paure». «Nessun ragazzo è cattivo». «Aiutare, una parola sola che raggruppa tanti
gesti, piccoli, ma che possono valere oro per gli altri». «Ho imparato che la libertà è felicità e che non esistono ragazzi cattivi». «Le parole così potenti, come fuoco, possono riscaldarti, o bruciare tutto».
Sono solo alcune delle frasi tratte dalle centinaia di post it lasciati dai giovani visitatori della mostra “Da solo non basto – In viaggio con i ragazzi di Kayròs, Portofranco e Piazza dei Mestieri”, che
dall’8 marzo a fine aprile ha attraversato l’Abruzzo.
L’esposizione, realizzata per il Meeting di Rimini, con l’ideazione e le storie di Daniele Mencarelli, le illustrazioni di Giacomo Bettiol e le videointerviste di Luca Mondellini, ha fatto tappa all’Aquila, Pescara, Teramo e Lanciano grazie al Csv Abruzzo Ets che l’ha inserita nel progetto Scuola e volontariato, coinvolgendo gli istituti scolastici della regione.
Circa tremila giovani e mille cittadini hanno visitato le sale espositive abruzzesi; ma il dato più importante, anche se non quantificabile, è il coinvolgimento dei ragazzi nelle storie di Rashid e Chiara, i protagonisti reali ma dai nomi immaginari della mostra.
Hanno riconosciuto il loro desiderio di felicità, la possibilità reale di essere protagonisti nel costruire qualcosa d’importante per la loro vita senza dover buttare nulla. Quei ragazzi sono rimasti incollati
ai pannelli e si sono dilungati ad approfondirne i contenuti con le persone delle associazioni abruzzesi coinvolte dal Csv Abruzzo. Si può fare: i loro cuori hanno una gran sete di speranza.
Nel divenire di questa storia sorprendente, soprattutto per noi del Centro di servizio per il volontariato Abruzzo, il fiore più bello sono stati i Ciceroni.
Gli studenti delle scuole coinvolte, opportunamente preparati, infatti, hanno guidato i loro coetanei tra i cartelloni che, con i fumetti – linguaggio che arriva immediatamente al cuore e alla mente dei
giovani – sono stati colpiti, emozionati, avvicinati dalle storie difficili con cui le associazioni Kayròs, Portofranco e Piazza dei Mestieri convivono quotidianamente. Alla festa improvvisata tenutasi alla chiusura della mostra il protagonista principale è stato il loro futuro e i giovani si sono dilungati a
parlare, a chiedere, a ragionare.
In una società che fatichiamo a comprendere, i recenti fatti di cronaca, che coinvolgono minori in atti violenti sono sempre più frequenti e agghiaccianti, dimostrano che c’è tanto da capire, da approfondire, da discutere sul rapporto tra il mondo degli adulti e quello dei giovani. Due
mondi che non dialogano. Dalla mostra, nelle quattro declinazioni abruzzesi, emerge un forte, intenso, concreto grido di speranza.
«Quello che occorre ai ragazzi, soprattutto a quelli in difficoltà, è qualcuno che dica loro: non sei solo, ce la puoi fare, tu vali», spiega Casto Di Bonaventura, presidente del Csv Abruzzo Ets, «Le storie che Daniele Mencarelli ha prodotto raccontano di Rashid e Chiara, che si sentono per la prima volta valorizzati. Si può tornare a sperare se qualcuno ci ama». E ha aggiunto: «Accorgersi che da soli non ci bastiamo rimette al centro la comunità, le relazioni tra le persone, la necessità di comunicare la bellezza del vivere, anche dentro la fatica delle circostanze. Scoprire su di
noi uno sguardo carico di positività riaccende il desiderio di impegnarsi per costruire un mondo migliore. È quanto accaduto a questi giovani e, se ci riflettiamo, è accaduto anche a noi quando ci siamo sentiti voluti. Essere volontari significa aprirsi alla relazione con l’altro; il volontariato non fa semplicemente per gli altri ma fa con gli altri, crea legami che favoriscono la
coesione sociale».
«Il significato di questa mostra» – conclude Gianni Mereghetti dell’associazione Portofranco- «è descrivere i ragazzi che noi incontriamo; far vedere le loro ferite, le loro domande, i loro desideri, il loro bisogno di una casa e di uno sguardo. Abbiamo lavorato per circa un anno e il risultato è
l’idea di dare uno spaccato del mondo giovanile di oggi e del suo bisogno».
«Voglio ringraziare per la vicinanza e il supporto» aggiunge il presidente Casto Di Bonaventura «a nome mio, di tutto il direttivo, dei dipendenti, dei collaboratori i responsabili di Kayròs, Portofranco e Piazza dei Mestieri. In particolare, l’abbraccio più grande di tutti noi è per Gianni Mereghetti che ci ha preso per mano e ci ha fatto guardare il miracolo di questi ragazzi. Grazie Gianni. Tutto il personale è stato coinvolto in questa storia, l’ha sentita come una possibilità non solo per i giovani ma per tutti noi, di guardare la realtà, a volte dura di tante persone, in modo
diverso».
Di Paolo Di Vincenzo – Csv Abruzzo Ets