Anche questo anno si sta concludendo.
 
Un anno in cui abbiamo festeggiato i nostri 25 anni, con tante testimonianze di studenti ed ex studenti ( che potete seguire ancora sui nostri canali Instagram) con una pubblicazione scientifica sul metodo e il valore di Portofranco.
Abbiamo visto nascere la Fondazione Portofranco ETS, che riunisce più di 50 centri sparsi in tutta Italia e che intende garantire il mantenimento lo sviluppo e la collaborazione tra tutte le nostre realtà.
Abbiamo salutato il nostro indimenticabile amico Mario che con la sua tenacia, pazienza e tenerezza ha incarnato in modo unico lo spirito di Portofranco.
 
Sono successe tante altre piccole grandi cose che ciascuno può documentare.
 
Nell’assemblea del 7 giugno con tutti i volontari dei vari centri di Portofranco alla domanda fatta: “a Portofranco i ragazzi ricevono ma anche i volontari ricevono e allora chi dona?” Don Emmanuele Silanos che ci guidava ha risposto “Chi dona? È una bella domanda. Io posso donare soltanto qualcosa che ho, qualcosa che mi è stato dato. Allora, evidentemente c’è qualcuno che ha già dato, c’è qualcuno che ha già donato. E noi siamo già donati. Allora, il dono è la cifra della nostra esistenza, è ciò che descrive la nostra vita. Io lo scopro nel momento in cui mi dono, cioè restituisco ciò che ho già ricevuto.
La dinamica della carità, la dinamica dell’amore, la dinamica della gratuità, svela in fondo l’origine stessa dell’essere, cioè il fatto che l’essere è dono.
Ecco perché noi siamo contenti di ricevere un dono ed ecco perché noi siamo contenti di donare e di darci, perché la dinamica del dono è ciò che corrisponde pienamente a quello che io sono e a quello che io desidero. Ecco, la realtà vive di questo, perché la realtà è essa stessa dono.

Allora, questa dinamica reciproca in cui tutti ricevono svela il fatto che all’origine di tutto c’è qualcuno che ha dato e continuamente dà. Così noi continuamente riceviamo e ricevendo siamo portati a donare e a donarci. Quindi, dentro questo paradosso, in fondo si svela la natura stessa della nostra persona e del nostro essere.”

A riprova di questa verità continuamente da riscoprire e con cui ci auguriamo una buona estate vorrei lasciarvi l’ultima, tra le tante e belle che riceviamo, testimonianza di un nostro volontario.

“Portofranco, un luogo che è diventato anche il mio.Non avrei mai pensato che il tempo potesse passare così in fretta.
Se ritorno con il pensiero al mio primo incontro con Momo ormai quasi tre anni fa, mi sembra che tutto sia iniziato ieri.
E invece… Portofranco è diventato per me uno spazio molto particolare dove torno con un piacere difficile da spiegare. O forse no, le ragioni che mi fanno tornare a casa felice sono facili da spiegare; devo solo collegare i punti di un disegno che vedo solo accennato.
La prima linea da tracciare riguarda me, il primo tratto della linea è il perché del mio essere qui e qui la risposta è facile; la chiamata al volontariato viene dall’alto e da lontano, dagli anni dell’impegno nello scoutismo cattolico.

La prima linea si conclude con il piacere per il rimettermi in gioco sia dal punto di vista della materia di studio (non sono un ex insegnante e gli esami universitari sono lontani nel tempo e anche dal punto di vista dell’evoluzione scientifica), sia dal punto di vista del rapporto educativo (mio figlio è ormai un uomo e non ho nipoti).
La seconda linea sono i ragazzi: un mondo bello da incontrare, il mondo del futuro; con tutti i dubbi, le frustrazioni, le rabbie, le gioie e i sorrisi.
Il piacere per avere fatto capire un argomento di cui sembrava difficile capire il senso, la felicità che vedi nei loro occhi quando vengono apposta per dirti che il tuo aiuto e il loro impegno sono serviti per superare un ostacolo che sembrava troppo difficile per loro sono impagabili e mi ripagano di tutte le piccole fatiche e rinunce che posso avere fatto per venire.
E poi c’è una terza linea, quella che chiude la figura e sono i volontari e lo staff. Stare con loro, scambiare quattro chiacchiere e confrontarsi su come sta andando un ragazzo, su quali possono essere le strategie per “prenderlo” fanno di Portofranco un approdo sicuro, dove l’amore che muove chi offre il suo tempo ai ragazzi si incontra con i bisogni, anche non espressi, di questi ultimi e con un approccio che è poco definire di successo.”
Buona estate a tutti-e!
 
Alberto Bonfanti, Presidente Portofranco Milano