Da Portofranco alla Maturità: studenti “dispersi” e ritrovati 

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Da Portofranco alla Maturità: studenti “dispersi” e ritrovati 

L’aiuto allo studio continua anche in questo inizio d’estate dagli esami all’Università! Con la fine della scuola, l’attività di Portofranco, centro di aiuto allo studio gratuito per studenti delle scuole superiori, che si è svolta tutti i martedì e giovedì pomeriggio nei locali messi a disposizione dalla Chiesa della SS Annunziata di Sturla, in via della Vergine, prende una breve pausa estiva, dopo un anno ricco di novità e iniziative.

Quest’anno, con la partecipazione ufficiale alla rete Portofranco, presente in più di cinquanta città italiane, si è precisata l’attività contro la dispersione scolastica promossa dall’Associazione Imprevedibile istante, già da molti anni impegnata nel sostegno alle difficoltà scolastiche. Il metodo di Portofranco è volto al sostegno globale dei ragazzi che intendono partecipare: gli iscritti possono richiedere ore di “ripetizione” individuale, possono trascorrere i loro pomeriggi di studio in sede coadiuvati da docenti tutor, trovano un luogo accogliente in cui incontrano l’amicizia di adulti e compagni, si sentono finalmente guardati, secondo il nostro motto che recita “i ragazzi non sono vasi da riempire ma fuochi da accendere”.

Da ottobre a oggi sono state erogate 328 ore di ripetizioni gratuite col metodo one to one, sono state garantite 120 ore di studio assistito e sostenuto stabilmente 35 ragazzi iscritti, si sono alternati 24 volontari (docenti in servizio e in pensione, professionisti, studenti universitari). Soprattutto si è edificato un luogo di condivisione e di amicizia per tutti i partecipanti. Una ricchezza per tutti da condividere, insieme alla gratitudine per un percorso sicuramente positivo per ognuno I risultati ottenuti dai ragazzi che hanno frequentato Portofranco con assiduità sono stati tutti positivi e i genitori sono spesso i primi a diffondere l’iniziativa vedendo i buoni risultati dei figli. Ma anche in queste settimane l’attività di Portofranco prosegue con gli studenti che stanno affrontando l’esame di stato, secondo una tradizione ormai consolidata. Anche quest’anno si è svolto il “Seminario maturandi”, cioè la nostra convivenza studio al Seminario del Righi sulle alture genovesi. La gratuità si esprime nell’organizzazione, nell’aiuto reciproco, nei ripassi svolti con docenti di vari istituti, nelle serate di approfondimento con docenti esperti su tematiche di attualità e nella serata finale sulla vocazione, con testimonianze di universitari di varie facoltà, di un seminarista e di don Fully Doragrossa che ha raccontato di sé e del suo percorso.  In tutto quaranta ragazzi di scuole diverse, da Genova, Gavi, Rapallo e Chiavari, aiutati da una decina di insegnanti. In molti non si conoscevano prima, ma in tutti la meraviglia nel vivere le giornate: lo studio certo, ma in un clima che nascondeva un segreto, un di più che non aveva bisogno di spiegazioni, si capiva negli sguardi, nel modo di trattarsi, nello stupore di ogni mattina, nella meraviglia di chi ci ospitava. Un segreto che ci ha fatto vivere attenti e tesi, non in una sorta di bolla lontana dai problemi, ma più sensibili a quello che di tragico accadeva nel mondo.  Una convivenza ordinata con una profondità dentro.

Come diceva uno dei prof. docente di filosofia «È sempre un’esperienza dove accade qualcosa: penso che il fatto che accada realmente qualcosa nelle nostre vite e in quelle dei ragazzi è un dono grande di cui rendere grazie», o un’amica docente di religione che ci ha ringraziato per la bellissima esperienza. E Pietro, maturando di liceo classico, racconta: «La vacanzina maturandi mi ha proprio ripreso per i capelli. Sono arrivato alla fine della scuola in uno stato di completa apatia e non riuscivo più a trovare un senso alla monotonia della routine. A far breccia in me la malinconia che provavo nel lasciare i miei compagni di classe, poi il giorno dopo ho visto la “luce gialla dei limoni che usciva dalla porta socchiusa”: infatti durante questa esperienza ho conosciuto un sacco di ragazzi, in pochissimi ci conoscevamo già prima, ma la profondità che hanno raggiunto quei nuovi rapporti, che mi hanno aiutato nella fatica dello studio, è stata inaspettata e unica. Nella parola di conforto e nelle risate che ci siamo regalati in tutta la fatica che stavamo facendo ci siamo aiutati a capire ciò che stavamo studiando, a dargli un senso. E questo vale anche adesso che sono a casa».

E proprio in questi giorni, giovedì 26 giugno, Gianni Mereghetti, uno dei responsabili di Portofranco, è intervenuto in un seminario al Dipartimento di Scienze della Formazione di Genova, che presentava il volume “Contrastare la dispersione scolastica”, raccontando alcune delle tante storie di ragazze e ragazzi dispersi che si sono ritrovati nell’incontro con i volontari dell’aiuto allo studio e testimoniando la possibilità di ripartire, guidati e accompagnati da amici. L’amicizia vera ci aiuta a guardare tutto meglio, senza dover trascurare niente. Ed è proprio questa indicazione chiara che si è manifestata e rafforzata in quest’anno di studio, culminato nella convivenza maturandi.  In uno studio che va oltre lo studio. A tra poco! A settembre!

Marina Guariniello Portofranco Genova