Ma chi ve lo fa fare?

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Ma chi ve lo fa fare?

A conclusione dell’anno scolastico, Portofranco ha proposto una vacanza-studio per i maturandi a Pasturo, nella bellissima Casa del Preziosissimo Sangue. Vi hanno aderito ragazzi di diversa nazionalità.

«Perché sono qui?». Ognuno stato invitato a rispondere seriamente a questa domanda e con stupore, ci siamo accorti che i ragazzi, poco alla volta, si sono fidati degli adulti e delle loro proposte.

Nelle ore dedicate allo studio si sono cimentati, insieme ai volontari, nelle diverse prove di simulazione: Verga, Pasolini, bilanci, equazioni, Hegel… Tutto è stato spunto per verificare la comprensione degli argomenti scoprendo che si può studiare trovando gusto e bellezza. Al termine di una giornata, un ragazzo, pieno di gratitudine e soddisfazione, ha persino abbracciato con fervore la sua professoressa. 

Anche le serate hanno proseguito questo invito attraverso due incontri. Il primo con un violista della Scala, ospite con la sua mamma della struttura, che ha offerto al giovane pubblico alcuni brani di Brahms richiamando all’importanza dello studio e dell’esercizio metodologico per rinnovare e rendere sempre nuova la propria passione. Il secondo, con alcuni universitari di Lettere e Filosofia – ed ex portofranchini -, che hanno sottolineato come la compagnia vissuta prima a Portofranco, proseguita poi in ateneo, ha consentito loro di andare avanti, anche nei momenti più difficili, spalancandoli alla bellezza dell’incontro con gli autori che studiano nei loro percorsi di studi. Uno di loro ha raccontato la decisione di voler intraprendere la strada dell’insegnamento perché colpito da come una professoressa, volontaria di Latino, gli avesse fatto scoprire la ricchezza di un mondo inimmaginabile. 

I maturandi, in un clima così familiare, si sono sentiti liberi di mettere in comune esperienze personali, anche difficili e dolorose, che altrimenti non avrebbero raccontato.

«Ma chi ve lo fa fare?» ha domandato un ragazzo provocato dall’intervento di una volontaria che aiuta gli studenti da venticinque anni. «Tanto abbiamo ricevuto e tanto vogliamo donare agli altri, aprendoli al gusto della conoscenza e dello studio», è stata la risposta.

La vacanza-studio si è conclusa con il nostro invito a tenere gli occhi aperti quando si troveranno nella loro nuova avventura di studio o lavorativa per poter intercettare quella compagnia che non lascia mai soli. 

«I ragazzi non sono vasi da riempire ma fuochi da accendere» è la frase che ogni giorno leggiamo salendo le scale di Portofranco. Oggi la sentiamo ancora più vera.

Giovanni, Giulia, Laura, Teresa di Portofranco Milano