Quinto incontro pomeriggi maturandi
29 Maggio 2025 2025-05-29 11:05Quinto incontro pomeriggi maturandi
Quinto incontro pomeriggi maturandi
L’ultimo pomeriggio maturandi 2025 ha visto riempire il salone di via Papiniano molti studenti di quinta e qualcuno anche di quarta per incontrarsi sul tema: “L’inferno sono gli altri? Il sé e l’altro oggi”.
È intervenuto il prof. Sperotto dell’Istituto Sacro Cuore di Milano, introdotto dalle domande di Francesco e Cate.
Francesco: «Ultimamente mi sono interrogato su questa situazione: quando mi trovo con qualcuno, voglio sentirmi presentabile e, se ciò non avviene, non mi sento a posto». Cate: «Perché tante volte sento l’altro o l’altra come ostile?».
La frase del titolo viene da un’opera teatrale di Sartre, dove un uomo e due donne vengono introdotte da un maggiordomo in una stanza priva di specchi e di finestre. Quasi subito incominciano a guardarsi male ed emergono le colpe di ciascuno, viste dagli altri. È l’inferno e due decidono di restarci e buttano fuori la terza.
In questo teatro Sartre rappresenta l’idea principale delle sue opere e della sua filosofia: il soggetto è reso tale dall’oggetto, non esiste senza di esso. Immaginiamo uno che guarda dal buco di una serratura, sente dei passi, si accorge del suo sé che sta facendo una cosa e si vergogna: si guarda come gli altri lo guardano.
Anche Nietzsche svolge questa tematica. In una sua opera dice che il mio poter essere e fare è vincolato da ciò che sono da sempre. Freud ci dice che la civiltà limita l’uomo sessualmente con le sue regole e le sue leggi.
Siccome qui si descrive l’uomo d’oggi, ci si domanda quando è avvenuto tutto ciò. Se ne può rintracciare l’origine negli anni ’60 del Novecento, dove è nato l’uomo senza guida, senza morale e senza tradizione e il binomio permesso-vietato è stato sostituito con posso-non posso.
Allora l’inferno non è più l’altro, ma è l’assenza dell’altro.
Siccome, come dice Sartre, la decisione viene prima del valore, voi ragazzi che dovete decidere per l’università, provate angoscia perché siete soli e tutto quel che conta è essere all’altezza e competere.
Mio nonno non aveva questi problemi.
Per uscire da questa situazione, andiamo dal filosofo Lèvinas. Qui l’altro è l’ospite che mi dice che verrà a cena e da quel momento riempie i miei pensieri, si presenta con un volto e una voce, mi è prossimo, ma rimane un enigma.
Non è un oggetto del quale posso impadronirmene e alla sua presenza mi accorgo di me stesso e dico io, dico: «eccomi». In verità c’è anche un Hegel sconosciuto che dice queste cose quando parla di riconoscimento, di perdono.
Si incontrano la coscienza agente che è preoccupata del dovere e la coscienza giudicante che dagli spalti del mondo la deride e la calunnia. L’agente ammette di non essere perfetta e l’altra la perdona, così sono veramente degli io, degli uomini.
Resta pochissimo tempo per le domande, anche per i tanti collegati, ma non ce ne sono e si chiude l’incontro che sicuramente sarà stato di grande aiuto per la preparazione della Maturità, ma ha anche aperto lo sguardo di tutti sull’uomo d’oggi e ha dato un valido contributo per affrontare la battaglia quotidiana della vita a giovani e adulti.
Albano Buzzoni, Portofranco Milano