La relazione la risorsa più importante

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La relazione la risorsa più importante

Il processo didattico è un processo di natura relazionale C. Rogers

Nel cuore delle attività di Portofranco c’è un’idea semplice ma potentissima: l’educazione passa attraverso la Relazione.

Come ci insegna Daniela Lucangeli, psicologa, professoressa universitaria, esperta di disturbi dell’apprendimento

«Il modello prevalente oggi è ancora: io-insegno-tu-apprendi-io verifico. Il risultato è un apprendimento formale, formalizzato e passivizzante». Lucangeli lo combatte spiegando perché non funziona «Le nozioni si fissano nel cervello insieme alle emozioni. Se imparo con curiosità e gioia, la lezione si incide nella memoria con curiosità e gioia. Se imparo con noia, paura, ansia, si attiva l’allerta. La reazione istintiva della mente è: scappa da qui che ti fa male. La scuola ancora crea questo cortocircuito negativo!»

Ed è proprio da qui che sono partiti i workshop per volontari e studenti, del Progetto “Mettiamoci nei loro Panni”, dedicati al tema “la correlazione tra Apprendimento e Relazione”, con un’attenzione particolare ai ragazzi con Disturbi di Apprendimento.

Un progetto importante, reso possibile grazie al contributo di Fondazione Comunitaria Milano, Fundación Mapfre, e Municipio 1 Milano, e che è stato accolto dai volontari di Milano con grande entusiasmo e partecipazione, ed è stato replicato, nella sua parte formativa dedicata ai volontari, anche nelle sedi di Portofranco Rimini e Portofranco San Marino.

Il filo rosso che ha legato ogni sessione del progetto, si è basata su questo principio che, può apparire logico e scontato, ma la realtà ci insegna che non lo è: «se costruisco una relazione positiva con lo studente, lui proverà maggiore fiducia in sé stesso e si lascerà guidare allontanando la paura di sbagliare e di essere giudicato.

Allo stesso tempo, se io volontario capisco come creare una “buona” Relazione, sarò più efficace e capirò più profondamente ciò che prova emotivamente chi ho davanti».

L’attivazione delle competenze relazionali ed emotive è stata quindi il focus di tutti gli incontri dedicati ai volontari. Per capire come la consapevolezza emotiva sia una chiave fondamentale per entrare in connessione con l’altro, abbiamo risposto a tante questioni come per esempio:

Cosa significa davvero mettersi a disposizione degli altri?

Qual è il bisogno – spesso sommerso, – che muove le persone a diventare volontari?

Ma anche:

Quali sono gli ingredienti di una sana relazione? Come riusciamo a riconoscere i nostri pregiudizi?

Per farlo siamo passati da percorsi variegati:

Attraverso filmati, role-playing, ed esercitazioni volutamente “inaspettate”, per chiudere con una sessione di Psicodramma condotta da Francesca Salucci.

Tutti noi, io per prima, siamo usciti dalla nostra zona di confort, per entrare in momenti formativi intensi, vivi, cha hanno sollecitato riflessioni, e spazi di confronto.

Anche gli incontri tematici sui DSA e i laboratori pratici (umanistico e scientifico) sono passati dalla porta della sperimentazione I volontari hanno provato, in prima persona, attraverso esercizi mirati, cosa significa affrontare la lettura, la scrittura e il calcolo con gli occhi di un ragazzo dislessico, disgrafico, discalculico o disortografico. È stato un momento toccante e rivelatore, che ha fatto emergere emozioni forti: frustrazione, fatica, ricordi personali, ma anche nuove consapevolezze.

Durante gli incontri, dedicati ai ragazzi con disturbi di apprendimento (DSA), è emerso con forza, un bisogno urgente e profondo di sentirsi compresi.
Insieme alla collega Serena Fabbrucci, abbiamo lavorato con gli studenti, sulle emozioni e sui disagi, legati alla fatica, e alla frustrazione che i disturbi comportano, e che si ripercuotono in diversi ambiti: in classe a scuola e in famiglia.
Il percorso ha messo in luce quanto sia fondamentale, per loro, essere ascoltati e riconosciuti nella loro unicità.

Per questi ragazzi, Portofranco è un’opportunità, dove possono riscrivere il proprio copione scolastico: non più definiti dal disturbo, ma riconosciuti nel loro valore più autentico.

Il passo successivo è stato offrire loro strategie efficaci per superare le difficoltà intrinseche allo studio. I ragazzi hanno raggiunto una prima, importante consapevolezza: la programmazione dello studio aiuta a ridurre l’ansia e la frustrazione. Rendersene conto è già un passo fondamentale nel loro percorso. Tuttavia, passare dalla consapevolezza all’azione, soprattutto in adolescenza, richiede tempo, e continuità. Per questo è essenziale camminare insieme, con pazienza, remando tutti nella stessa direzione.

Portofranco continua a essere un luogo dove l’educazione passa dal cuore, dove l’incontro con l’altro ci aiuta a, cambiare e a crescere in un’atmosfera di intimità nutriente e spirituale. E questi workshop ne sono stati una bellissima conferma.

Ringrazio le colleghe che mi hanno affiancato in questo viaggio: Serena Fabbrucci (Insegnate e Tutori DSA e Francesca Salucci Counselor e Psicodrammatista)

Un grazie speciale ai volontari che hanno seguito il percorso con una grandissima disponibilità e partecipazione e ai ragazzi per aver condiviso con grande sincerità, ostacoli, emozioni e fatiche.  

Costanza Maspero, Portofranco Mil