Portofranco dietro le quinte

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Portofranco dietro le quinte

 

Per chi lo frequenta Portofranco può apparire come una realtà semplice, quasi banale: c’è una sede che ti accoglie e tutto ruota attorno alla lezione/incontro tra volontario e studente.

Se da una parte è vero che Portofranco nasce dalla semplice idea di condividere un bisogno (per condividere la vita), dall’altra – se consideriamo alcuni dati riassuntivi dell’attività di un anno – ci rendiamo conto che siamo di fronte una realtà imponente che non ha molti eguali nel panorama educativo italiano.

Consideriamo ad esempio l’anno scolastico 2023-2024 concluso da poco.

Portofranco ha visto iscritti 1583 studenti (75% italiani) e 379 volontari (40%  adulti, 40% universitari e 20% studenti delle superiori). Già questo dato ci informa circa una realtà “strana” e unica: chi l’avrebbe detto che così tante persone si coinvolgano oggi a Milano – senza nessun obbligo o ritorno economico – ma solo per una passione educativa e per il gusto di trovarsi a studiare assieme?

Questa attività ha generato 12.321 ore di lezione, si potrebbe dire 12.321 incontri faccia a faccia tra studente e volontario, dove di certo si è approfondita la materia oggetto della lezione ma anche una conoscenza personale e – a volte – una amicizia.

Se una delle caratteristiche di Portofranco è l’assoluta gratuità (ma ricordiamoci che per sopravvivere, Portofranco deve reperire contributi con attività di fundraising o 5X1000) tuttavia è interessante notare che il valore economico generato dalle lezioni è di oltre 327.000 Euro. In altre parole questa è la cifra (per difetto) che le famiglie avrebbero dovuto sborsare ricorrendo a ripetizioni private.

Se consideriamo inoltre che tra tutte le ore di lezione la metà sono dedicate a materie molto richieste anche sul “mercato” come matematica, fisica e latino è facile percepire oltre alla passione anche la qualità di quanto viene insegnato: non c’è commento più bello che sentir dire dallo studente “finalmente ho capito!”.

A Portofranco si parla italiano (tranne che nelle lezioni di lingue) ma se i ragazzi che lo frequentano parlassero ognuno la propria lingua, la sede sarebbe una…Babele.

Infatti gli iscritti del 2023 – 2024 oltre che per la gran maggioranza italiani, appartengono anche a queste nazionalità: Egitto, Perù , Sri Lanka , Filippine , El Salvador , Marocco , Cina , Ucraina , Bangladesh , Ecuador , Moldavia , Spagna , Stati Uniti , Senegal , India , Algeria , Argentina , Bielorussia , Benin , Albania , Congo , Russia , Siria , Francia , Tunisia , Venezuela , Etiopia , Portogallo , Romania , Thailandia ,Svizzera, Pakistan, Costa D’Avorio, Repubblica Ceca, Giappone, Kenya, Lituania, Bolivia, Brasile, Burkina Faso, Cambogia, Colombia.

Si può dire che a Portofranco parole come integrazione o inclusione non suonano vuote o retoriche (come spesso accade) ma sono una realtà tangibile…che si incontra nei corridoi tutti i giorni.

È quindi tutto perfetto? No, ci sono ancora elementi di miglioramento verso i quali impegnarsi nei prossimi anni. Ad esempio, è di quasi il 40% il dato che riguarda le ore di lezione prenotate e poi disdette o semplicemente “dimenticate” (lo studente non si presenta).

È un elemento di attenzione perché coinvolge e spreca il tempo messo a disposizione dei volontari.

D’altro canto ci sono stati ben 582 studenti che nei 202 giorni di apertura della sede nel 2023-2024, hanno richiesto per sè da un minimo di 6 ad un massimo di oltre 20 appuntamenti per le lezioni, segno che il metodo di Portofranco genera – in chi lo sperimenta – apprezzamento e fedeltà.

Il nuovo anno scolastico è già cominciato, quello che non si può tradurre in numeri e statistiche ma che è ben visibile in chiunque frequenti la sede è la passione di chi condivide questa avventura. 

 

Buon 2024-2025 Portofranco! 

Di Marco Rossi