20 anni di Portofranco Varese
31 Dicembre 2024 2024-12-31 10:5020 anni di Portofranco Varese
20 anni di Portofranco Varese
Varese venerdì 22 novembre Portofranco Varese ha festeggiato i venti anni di storia.
La serata è stata presentata e coordinata da Graziella che ha sottolineato che a tema sono stati messi gli incontri vissuti nella realtà di Portofranco Varese: così al centro della serata vi sono stati i racconti degli incontri che giovani e adulti hanno vissuto nella realtà di Portofranco e che hanno portato ad un cambiamento della loro vita.
Il primo che è intervenuto è Marco che ha raccontato come è nato Portofranco a Varese. Marco ha incontrato don Giorgio e lo ha colpito la proposta di Portofranco, lo ha detto ad alcuni amici e da lì si è partiti per una cosa che Lui ha percepito da subito buona.
È poi intervenuta Maria Stella che ha detto che lei ha aderito subito a Portofranco perché ha visto in un ambiente libero che favorisce un rapporto quello di cui avevano e hanno bisogno i giovani. Maria Stella ha visto crescere questo luogo in cui si condivide il bisogno dello studio e molto di più.
Maria Adele ha poi raccontato l’esperienza che fa a Portofranco come segretaria. Lei è venuta a Portofranco perché quando è stata invitata ha sentito uno sguardo positivo a lei. La segreteria forma una rete che rende possibile che ognuno viva un’esperienza. Maria Adele ha poi sottolineato che facendo segreteria veniva educata lei, maturava la sua umanità e sorgevano tante domande che la fanno camminare con più coscienza della bellezza di ciò che si sta realizzando.
È poi intervenuta Carlotta, studentessa universitaria, che ha frequentato Portofranco come studentessa delle superiori e poi vi è tornata come volontaria. Carlotta ha raccontato della prima esperienza e di una certa delusione perché con la ragazza che ha aiutato in chimica non è mai scattata una scintilla, ma lei è sempre venuta; questo le ha fatto capire di più che cosa significa fare Caritativa e non volontariato.
Ciò che sembrava una sconfitta in realtà ha fatto crescere in lei il valore della gratuità. Voler bene agli altri è voler bene al destino dei ragazzi e delle ragazze che si aiutano nello studio. La Caritativa è per Carlotta un gesto a cui rimane fedele perché fa crescere lei. Ehman ha raccontato la sua esperienza a Portofranco, dove ha imparato a studiare. Dagli insegnanti e dagli universitari non si è mai sentita giudicata, con loro si è sentita come a casa sua. Ehman ha parlato di chi l’ha aiutata con gioia e commozione, e questo fa capire il valore dell’esperienza di Portofranco, che muove il cuore!
Alessia all’inizio non voleva andare a Portofranco, poi vi ha aderito ed è stata felice di questa esperienza che le ha allargato lo sguardo e le ha fatto conoscere cose nuove come la Colletta Alimentare.
Portofranco ha portato gioia e tanti volti che l’accolgono nella vita, di questo è stata testimone Alessia. Alberto Bonfanti, presidente di Portofranco Italia, ha ringraziato di essere a Varese e di aver sentito queste esperienze. Ha ricordato che proprio a Varese si sono fatti i dialoghi con don Giorgio da cui è nato il libretto che racconta l’origine di Portofranco. Per Alberto a Varese si incontra aria fresca, perché l’esperienza della gratuità realizza l’uomo e non stanca. Il segno della gratuità è che dura. La gratuità continuamente si rigenera perché non c’è cosa che rigenera se non interessarsi di un altro uomo. La gratuità non è la generosità, è qualcosa che viene da Altro perché, se qui a Portofranco tutti ricevono da dove viene tanta ricchezza?
È la domanda che viene dall’esperienza della gratuità, la domanda di ciò che la muove e la rende sempre più viva. La gratuità, ha concluso Alberto, è ciò che muove la storia, la gratuità è per tutti. Un gesto di grande intensità quello che è stato proposto dagli amici di Portofranco Varese, un gesto in cui si è potuto vedere su tanti volti lieti e commossi la gratuità che continua ad essere il punto di forza di Portofranco.
A Varese questa sera si è incontrata la freschezza dell’origine di Portofranco, quello sguardo che libera l’umano.
Gianni Mereghetti