Nasce la Fondazione Portofranco ETS

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Nasce la Fondazione Portofranco ETS

Intervista a Marco Emilitri, Segretario Generale della Fondazione Portofranco ETS

Dopo 25 anni di Portofranco è stata proposta la costituzione di una Fondazione, non era più semplice continuare nella/e forme organizzative precedenti? quali sono i vantaggi?

Direi che la scelta di creare una Fondazione è il risultato del grande lavoro che da 25 anni Portofranco Milano e di seguito le altre realtà italiane stanno facendo. Diciamo che questo è un salto qualitativo perché la creazione di una Fondazione permette, innanzitutto in alcuni punti, di custodire la mission di Portofranco che ricordiamo consiste nella condivisione del bisogno educativo dei giovani in modo gratuito. Condividere lo studio per condividere il senso della vita è il nostro slogan, mantenere e far crescere il metodo di Portofranco che è costituito dal rapporto personale  libero e responsabile tra il volontario e lo studente. Si è ritenuto importante a questo  punto il salto verso la fondazione per realizzare progetti di rete che coinvolgono i partecipanti, creare partnership con le istituzioni pubbliche e private, istituti scolastici e formativi, imprese e organizzazioni di vario genere, coordinare la rete della realtà di Portofranco presenti oggi in Italia nel mondo.

Ad oggi siamo più di 60 realtà e lo strumento della Fondazione serve soprattutto a garantire una rappresentatività istituzionale a livello nazionale e internazionale in modo da consolidare la visibilità di Portofranco sul territorio e accrescerne l’autorevolezza in qualità di soggetti istituzionali e su temi relativi alla dispersione scolastica. Questo è stato il modello che abbiamo ritenuto più  idoneo, diciamo il più coerente, uscito dal confronto  con chi lavora nel terzo settore e a livello legale, per per la totalità dei punti che finora vi ho descritto.

Nella struttura della fondazione sono indicati molti ruoli. Potresti dirci brevemente quali sono i loro obiettivi e il relativo organigramma ? Di cosa ti occuperai come segretario generale? 

La Fondazione fondamentalmente è costituita da un consiglio di amministrazione il cui presidente è Emanuele Forlani, il vicepresidente, Nicola Sciumè, e un segretario generale che sono io ( Marco Emilitri). Il consiglio di amministrazione è composto da sei persone nominate direttamente dai soci fondatori e tre figure che verranno nominate dall’Assemblea dei partecipanti, in essa sono confluiti le associazioni di tutti i porto franco locali che si riconoscevano nella modalità educativa di Portofranco. 

Come segretario generale ho il compito di garantire la governance della fondazione e in particolar modo la cura di tutta la rete dei partecipanti poiché visto che la fondazione è stata costituita proprio come aiuto e supporto e non in sostituzione delle realtà locali, il mio compito sarà proprio quello di recepire e aiutare i bisogni, le prerogative, le peculiarità di ogni portofranco locale.

In genere ci sono delle realtà fondatrici alla base di ogni fondazione. Quali sono in questo caso?

Anche qui è stata fatta una scelta condivisa con le persone che in qualche modo guidavano l’esperienza di Portofranco ma diciamo con grande soddisfazione, ne abbiamo riconosciuto  le tre figure fondamentali: i tre soci  fondatori sono la CDO opere sociali di cui molti Portofranco fanno parte, la CDO opere educative, e la fondazione sacro Cuore. Per quanto riguarda quest’ultima ovviamente la scelta è andata  verso il punto educativo che ha fatto nascere l’esperienza di Portofranco, generata,  ricordo,  all’interno del movimento di comunione e liberazione, nata con Don Giorgio Pontiggia appunto 25 anni fa. All’ interno dei soci fondatori della nella nuova nata FONDAZIONE PORTOFRANCO è fortemente sottolineata la continuità educativa con la prima realtà che ne è stata il punto di origine: LA FONDAZIONE SACRO CUORE.

La realtà di Portofranco è basata sulla partecipazione gratuita di volontari studenti e famiglie .Con la costituzione della fondazione cambia qualcosa rispetto a questo pilastro?

 No assolutamente, nello statuto della fondazione è molto chiaro il punto che ogni portofranco locale rimarrà autonomo nelle proprie decisioni, nelle proprie modalità, nella stesura del proprio bilancio e soprattutto nei punti fondamentali (all’interno degli obiettivi dello statuto) che mantengono sempre gratuità e libertà nella adesione. Assolutamente non cambia nulla dal punto di vista operativo e ideale per l’esperienza dei Portofranco, lo scopo è quello di farli crescere, di far crescere questa esperienza, di far sì che sia sempre più rappresentata e presente nel territorio.

Portofranco oggi comunica attraverso i social, sito Facebook, Instagram eccetera. Con la costituzione della fondazione avremo delle novità su questo versante?

Direi che questo è un aspetto molto interessante e da implementare. Dovremo mettere  a tema e in comune la capacità di interlocuzione con i media, social etc. e aiutare i vari portofranco locali a crescere nell’utilizzo di questi mezzi digitali, di questa nuova modalità di comunicazione. Stiamo ragionando sul sito che oggi è presente sia per la fondazione in senso generale ma al suo interno dare anche ampio spazio  e visibilità a tutti i Portofranco locali affinché possano presentare le proprie attività e iniziative.

Una volta costituita la Fondazione quali sono i prossimi passi ?

Questa è la sfida che abbiamo raccolto, nata proprio dall’idea della Fondazione, perché come abbiamo detto non si tratterà di una sorta di assistenzialismo nei confronti dei vari Portofranco ma soprattutto l’idea di come vogliamo dare visibilità istituzionale, dignità culturale a questa rete di esperienze in atto  in rapporto con tutte le realtà  pubbliche  e non, in ambito educativo.

La grande domanda che ci attraversa è come Portofranco possa diventare sempre più utile, fattivo, nel contribuire all’esperienza educativa in Italia.

Franca Silva, Portofranco Milano