L’assemblea di Portofranco Italia con Sua Eccellenza Card. Matteo Maria Zuppi. (di Gianni Mereghetti)

I quaranta centri di Portofranco Italia hanno concluso l’anno, non le attività, martedì 21 giugno con un’Assemblea a cui ha partecipato il card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e da poco nominato da Papa Francesco, Presidente della CEI.

L’assemblea si è svolta a Bologna ed è stata introdotta e guidata dal Presidente di Portofranco Italia Alberto Bonfanti, che ha sottolineato l’importanza di poter verificare con il card. Zuppi il lavoro di quest’anno in cui pian piano si è tornati a rispondere in presenza al bisogno di tanti ragazzi e ragazze delle scuole superiori. L’assemblea con il card. Zuppi fin dalle prime battute ha avuto il tono di un dialogo libero e intenso, ha colpito del cardinale l’attenzione al racconto di esperienze di alcuni volontari e la sua tensione ad imparare dalle esperienze raccontate: è stato evidente la stima del cardinale che prendeva appunti di ciò che veniva detto e poi evidenziava ciò che era affascinante per la vita.

Rispondendo alla domanda che gli è venuta da una volontaria di Rimini il card. Zuppi ha sottolineato che al centro della vita di Portofranco ci stanno i ragazzi che sono stanchi delle analisi e delle istruzioni per l’uso, che pur ci vogliono, ma vengono dalla vita. Quindi al primo posto vi è una vita che si comunica. E lo fa con pazienza e continuità. Il card. Zuppi ha sottolineato che i frutti hanno bisogno di tempo, di tanto tempo e quindi bisogna aspettare che crescano. Per i ragazzi è importante sapere che c’è qualcuno che punta su di loro, che sa attendere la loro fioritura. E’ l’amicizia che dà loro sicurezza, e questa incontrano a Portofranco dove si sentono a casa loro.

A questo punto il card Zuppi colpito dal fatto che vi sono giovani che aiutano i più piccoli, ha voluto sottolineare l’importanza di questa risposta, che significa che quando ai giovani si chiede qualcosa che vale per la vita rispondono. Invece spesso gli adulti, con un eccesso di protezione non chiedono nulla ai giovani e sbagliano, perché sollecitati i giovani danno molto di sé. Il card. Zuppi ha poi sottolineato l’importanza di riconoscere il bisogno e di prendersene carico. Oggi, ha evidenziato il cardinale, vi è una sofferenza enorme. La pandemia se da una parte ha creato maggior chiusura dall’altra ha fatto emergere il bisogno, e con una libertà che prima non c’era. Oggi molti si trovano a chiedere e aspettano chi risponda loro.

E’ la gratuità ciò che Portofranco testimonia, la gratuità non manipola il bisogno, chi vive la gratuità riconosce il bisogno e se ne prende carico, ogni bisogno viene così preso sul serio e si cerca la strada per rispondervi. Importante è stata poi la sottolineatura che il prossimo non è una categoria, è una persona concreta che incontriamo e aiutandola si allarga il nostro cuore. Dopo l’intervento di un volontario di Desio il card. Zuppi ha voluto sottolineare quello che lui aveva detto, che Portofranco offre ai ragazzi la realtà e in questo modo li aiuta recuperare una stima di loro stessi. Così ha voluto rimarcare che una cosa è parlare di categoria, altra cosa è quell’uomo lì, quel ragazzo lì, quell’altra ragazza là. Portofranco insegna una concretezza, la concretezza della gratuità, dell’amicizia che condividendo un bisogno comunica una vita, una visione della vita, il suo senso. Il Vangelo comunica una vita e la si capisce solo vivendola, così un altro la capisce solo se gliela si comunica con la vita. E’ per questa comunicazione di vita che vi è nella realtà di Portofranco che i ragazzi e le ragazze trovano in questo mondo fluido una stima della loro umanità. L’intervento di una volontaria di Bologna ha permesso al card. Zuppi di sottolineare l’importanza oggi dell’amicizia che si trova a Portofranco. Se uno incontra un ragazzo che ha bisogno di stare con gli altri, dove lo manda? si è chiesto il cardinale. Portofranco è uno di questi luoghi, in cui si incontra un’amicizia e la fragilità di ogni persona viene accolta e condivisa. Il card. Zuppi ha a questo punto ripreso l’importanza della gratuità. E’ il Vangelo come vita che ci dà la gratuità. Questo fa la differenza, gratuità è amore, manipolare il bisogno è possedere l’altro. Il card. Zuppi ha evidenziato l’importanza dell’amicizia che vi è tra i volontari, “voi non siete colleghi”, l’amicizia che vi è a Portofranco origina dal Vangelo. Questi sono i fattori su cui si regge l’esperienza di Portofranco, una gratuità che viene dal Vangelo e che l’amicizia alimenta.

A questo punto il card. Zuppi ha evidenziato che oggi vi è il mantra di essere se stessi, uno sforzo che uno compie per trovare il suo io, Portofranco testimonia ciò che invece è la realtà, uno trova se stesso incontrando un altro. Questo è Portofranco, un luogo di incontro dove uno trova se stesso, è il metodo della vita, che si è se stessi attraverso un incontro.

Questo ha portato il card. Zuppi a sottolineare l’importanza dell’educazione. “Oggi – ha detto il cardinale – si punta sull’autoeducazione, ma se non c’è educazione non vi è neppure autoeducazione” E l’educazione passa attraverso uno che ti aiuta, che non ti spiega cosa è la vita ma te la comunica concretamente, attraverso piccoli gesti di gratuità. Il card. Zuppi ha voluto evidenziare che la forza di Portofranco è di essere un luogo in cui uno incontra un’amicizia che lo aiuta a trovare se stesso. E’ la gratuità il perno di questo luogo, e la gratuità libera dal possesso e genera amicizia vera.

Il cardinal Zuppi ha ringraziato tutti i volontari di Portofranco per le cose che fanno e per quelle che faranno, poi ha voluto chiudere l’incontro con due sfide scoppiettanti: la prima è quella di non chiudere Portofranco con la fine della scuola, ma di tenerlo aperto durante l’estate, immaginando delle cose nuove, dei gesti di convivenza, stando così con i ragazzi e le ragazze anche durante questo tempo estivo; la seconda è una cosa che lo ha colpito nei racconti fatti, “questo che vivete è Fratelli tutti” ha detto il cardinale “voi vivete la realtà di Fratelli tutti” e rimarcandolo il cardinale ha sollecitato a continuare su questa strada di Fratelli tutti.

Un dialogo quello con il card. Zuppi che ha valorizzato il cammino fatto rilanciandolo verso nuove prospettive che ne arricchiscano quella semplice origine che lui ha visto con chiarezza nell’esperienza della gratuità.

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